LOMELLINA - LA FEDE ED IL FUTURO

14.01.2026


La Lomellina è una distesa di malinconia geografica. Terra d’acqua e di fango, una Mesopotamia senza epopea, dove i canali scorrono come vene inerti che non portano più vita.

Da Milano la si raggiunge in meno di un’ora, ma sembra di attraversare un confine silenzioso: quello tra il rumore e la stasi.

Un tempo, dicono, era foresta. Ora è monocultura di riso, un’immensa superficie riflettente, dove anche il cielo sembra ripetersi nel tedio infinito. La industrilizzazione ha divorato l’immaginaria naturalezza di questa terra. Le fabbriche e i capannoni punteggiano il paesaggio come segni di una fede morta, e gli uomini che vi lavorano comprano automobili solo per poter servire la stessa macchina che li consuma e ne divora l'esistenza.
La vita sociale è un residuo rarefatto: le strade appaiono come linee d’attesa, interminabili e senza scopo. Mortara, un nome che sembra presagio, custodisce questa assenza di comunità. Le feste, gli eventi, i momenti collettivi si dissolvono prima ancora di esistere, o se esistono si consumano in un attimo non riuscendo a creare comunità, ed una società senza comunità è una societa senza possibilità di vere feste.


È una società senza aura, dove la prossimità è impossibile e il prossimo è irrilevante. Eppure, nel suo silenzio, la Lomellina contiene una promessa. Come ogni margine dimenticato, è il luogo dove potrebbe rinascere un’altra idea di vita. Se la stanchezza moderna potesse trasformarsi in quiete, se il tempo tornasse a scorrere lento come i suoi canali, allora qui, tra le risaie e i paesi grigi, si potrebbe intravedere un futuro diverso.

Riqualificare la Lomellina non significa costruire, ma ridare un senso. Inventare luoghi d’incontro, spazi di pensiero e di relazione, dove la cultura vera possa tornare a circolare. Rendere di nuovo visibile il legame tra l’uomo e la terra, tra il lavoro e la vita. Solo così questa pianura stanca potrebbe smettere di essere una copia sbiadita del contemporaneo e tornare a essere ciò che è sempre stata: una soglia ancestrale. Un appiglio, all'essere umano liquido, alla sua vera natura umana. Un luogo di contatto diretto tra la terra ed il cibo, tra la propria esistenza e la natura che la ospita, tra il se egoioco e l'alterità dell'altro


A differenza di tanti altri luoghi, come i laghi, la Lomellina non offre nulla, non offre il giretto turistico ai milanesi, non offre il trekking da montagna, non offre un idea di wellness e benessere psicofisico ma bensì offre un vuoto di riflessione. Offre una noia cosmica, un nischilismo intriso di un senso atavico, una desolazione di senso, una vista sugli orrori dell'industrializzazione e la devastazione dell'ambiente, un presagio di desertificazione, tutte cose che, al punto di vista di un esistente moderno, potrebbe essere...quantomeno...intelletualmente stimolanti.


Ed ora un pezzo musicale punk sad che sintetizza tutto questo:
 

© 2020 OCCASUS EDIZIONI 
Creato con Webnode
Crea il tuo sito web gratis! Questo sito è stato creato con Webnode. Crea il tuo sito gratuito oggi stesso! Inizia