L'incontro con la morte

07.04.2026

Ho vissuto spesso all'ombra della morte. Spesso il suo buio ha toccato la mia vita  trasversalmente senza che io la guardassi in faccia.

 il mio appuntamento con lei è stato improvviso...come spesso accade. È arrivata ed ha preso una delle persone a me piu care. L'ha preso e portato via da questo mondo davanti ai miei occhi. L'ho sentita arrivare senza vederla.


Ma si vedevano i suoi passi...

 Sulla faccia della persona cara, sul suo odore, sul vuoto che la sua assenza ha portato nel mio mondo.


La morte arriva, si sente camminarci di fianco sfiorandoci e dirigersi verso il morente, prende chi deve e se ne va lasciando i segni del suo passaggio.


Guardarla in faccia, aspettarla, toccare e vivere ill suo passaggio è doloroso ed è un esperienza che si cerca di evitare possibilmente, lasciando tutto agli specialisti del settore...
...ma il settore non ammette veri specialisti . Tra preti, psicologi, medici, le arti umane rivelano la loro impotenza e la sorte dell'umana progenie risulta meritevole di una pietá infinita.

La morte non ha un linguaggio comune con noi. i filosofi, specie gli stoici, creano locuzioni ragionamenti per comprenderla, per decifrarne un senso ma un senso sembra non esserci. sembrerebbe esserci una naturalitá che esula il linguaggio il raziocinio umano, della logicità o dell'intelligenza dell inconscio. è qualcosa che riguarda l'immensa pietà correlata all'amore per la nostra fragilità di mortali. la nostra vita è la nostra morte e più vita si vive piu morte si incontra, piu amore si prova piu sofferenza ci aspetta dietro l'angolo del tempo e come un interesse sul nostro capitale che ci si rivolterá contro e la comprensione di questo è dilaniante.


La stessa presenza continua di una persona, che è una luce, un ancora, una mano salda contro la caducità del tempo, è un grande atto di amore. La disponibilità, l'espressione della propria esistenza, a volte anche con vigore, strappa la nostra visione limitata all'unidirezionalitá del nostro sguardo per rapportarlo allo sguardo dell altro e rendere poliedrica la nostra percezione dell esistere aggiungendo profondità al nostro tempo che da una dimensione si amplifica come luce riflessa dalle mille luci di un cristallo.


L'espressione del se, in forma ingenia attraverso la creazione, il linguaggio le emozioni o in forma complessa come l'ispezione interiore  è essenziale per poter comunicare l amore ed esserci autenticamente nello spazio tempo di un altra persona esistente.


Tutti questi discorsi se li porta via il tempo e insignificanza delle parole...


La morte spesso si vede come un sonno eterno, ce chi la vede come esperienza mistica dove ad una visione complessiva della propria vita segue una vita angelica e spirituale...nel concreto appare come freddo, secchezza, puzza, decomposizione, vuoto, disfacimento, silenzio... patimento immenso di chi assiste al capezzale del morente... povertà, miseria....ma porta anche un messaggio di bisogno di autenticità, verità e serietà nella nostra esistenza.

 

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